Teatro Romano

Teatro Romano

Teatro Romano Via Grotte. (Apri Mappa)

Descrizione

Il Teatro Romano di Catania è un teatro del II secolo sepolto per secoli sotto le case e riportato alla luce a partire dalla fine dell'Ottocento, nel centro storico, tra via Vittorio Emanuele e via Teatro Greco. A due passi c'è l'odeon, il fratello minore.

Per i catanesi resta il «Tiatru grecu», e non è solo un'abitudine: le fonti antiche raccontano di un teatro greco in cui, nel 415 a.C., Alcibiade parlò all'assemblea per convincere la città ad allearsi con Atene contro Siracusa. Quale fosse, gli archeologi se lo chiedono da più di un secolo.

Sotto la struttura romana sono spuntati blocchi di arenaria con lettere greche, forse la sigla di Katane: il teatro di Alcibiade potrebbe essere proprio qui. Quello che si vede oggi, però, è l'edificio romano, ingrandito nel II secolo con una cavea semicircolare di 98 metri di diametro.

La parte più spettacolare è la cavea in pietra lavica e arenaria, con le scale che salgono tra i corridoi e le due torri laterali che reggevano gli accessi ai piani superiori. Sull'orchestra, spesso allagata da una sorgente, si dice che affiori l'antico fiume Amenano.

Il teatro era rivestito di marmi, fregi, statue e colonne. Di tutto questo resta poco, perché nel Seicento molti pezzi furono portati via per costruire la Catania barocca: se ne trovano anche nella facciata della cattedrale di Sant'Agata.

Il resto è una storia di quartiere. Abbandonato tra il V e il VII secolo, il teatro si riempì di case: nell'orchestra si macellavano buoi, sulla cavea nacquero stradine e perfino una piazza, e nel Settecento la via Grotte lo tagliava in due. Gli archi della via Grotte sono ancora in piedi sopra l'orchestra.

Alla fine dell'Ottocento la Soprintendenza guidata da Paolo Orsi cominciò a espropriare e a liberare l'edificio.

Gli sgomberi più grossi arrivarono negli anni Cinquanta, e qualcosa del vecchio quartiere è stato tenuto apposta: alcune case sono diventate l'Antiquarium, con i rilievi del teatro e i resti di un abitato del Cinquecento. Dagli anni Settanta il teatro ha ospitato spettacoli estivi, fino al 1998.

Da vedere anche la Casa del Terremoto, una capsula del tempo con gli oggetti abbandonati l'11 gennaio 1693, il giorno del sisma che cambiò il volto della città. È uno dei dettagli che la maggior parte dei visitatori dimentica di cercare.

Da non perdere
• La Casa del Terremoto.
• Gli archi della via Grotte.
• L'Antiquarium.

Lo sapevi?
• L'orchestra è spesso allagata da una sorgente: la tradizione la lega al fiume Amenano, che scorre sotto la città.
• Il teatro ha un fratello minore accanto, a est: l'odeon.