Palazzo Fassari Pace

Palazzo Fassari Pace

Via Vittorio Emanuele II 385. (Apri Mappa)

Descrizione

Palazzo Fassari Pace è un palazzo tardo barocco della parte alta di via Vittorio Emanuele II, a Catania, accanto al monastero della Santissima Trinità. Costruito nel primo Settecento, nella città che si rialzava dopo il terremoto del 1693, si riconosce da lontano per un balcone lunghissimo che corre lungo il secondo piano.

Perché un palazzo dovrebbe avere un balcone così? Per sant'Agata. Fino al 1926, il 4 febbraio, il fercolo della santa saliva proprio per questo tratto di via Vittorio Emanuele, nel cosiddetto giro esterno, fino alla chiesa di Sant'Agata alle Sciare. Il balcone, nato tra fine Settecento e primo Ottocento, serviva a far entrare più spettatori.

La facciata ha altri dettagli da non perdere. Il piano nobile ha otto balconi in stile classico, sormontati da un rettangolo che forse doveva essere decorato; solo uno, al centro, ha stucchi floreali in stile Liberty. I tre balconi centrali, in una disposizione originale, sono riuniti da un'unica ringhiera.

Più in basso, sopra i portoni, ci sono le finestre ovali dette «a occhio di bue». I portoni furono abbassati quando, nel 1870-71, fu abbassato il livello delle strade di Catania, un'operazione contestata già allora. Dentro, le stanze del piano nobile erano collegate in una lunga fuga di sale.

Chi l'abbia disegnato non è certo: tutto fa pensare a Francesco Battaglia, l'architetto dei Benedettini e di casa del principe di Biscari, per lo stile, le tecniche e i materiali. Forse c'è anche la mano del figlio Antonino o del nipote Carmelo Battaglia Santangelo. Le prove, però, sono andate in fumo.

Nel dicembre 1944 un incendio devastò il Municipio e l'Archivio comunale, con i documenti che avrebbero sciolto il dubbio. Anche i primi proprietari restano nell'ombra: nobili, giuristi o uomini di Chiesa, si suppone.

Il palazzo, nei due primi ordini, c'era già nelle piante della città di metà Settecento, ma senza il secondo piano, completato più tardi: la forma definitiva è del primo Ottocento. Le sopraelevazioni oltre il secondo piano sono del primo Novecento, fatte per scopi commerciali.

Il nome viene dagli ultimi proprietari prima che fosse diviso in appartamenti, negli anni Trenta: i coniugi Pace e Fassari. Donna Irene Fassari guidava l'Unione Femminile Catanese ed era amica del poeta Mario Rapisardi. Dopo aver perso un figlio, si dedicò all'istruzione delle ragazze.

Da non perdere
• Il balcone lungo del secondo piano.
• Gli otto balconi del piano nobile.
• Le finestre «a occhio di bue».

Lo sapevi?
• Fino al 1875 le Benedettine della Trinità e gli Agostiniani più a est potevano guardare la processione di sant'Agata.
• Nel palazzo c'era un giardino, oggi scomparso.