Descrizione
Il Museo Civico Belliniano è la casa natale di Vincenzo Bellini, al primo piano di Palazzo Gravina Cruyllas, in piazza San Francesco a Catania: poche stanze piene di spartiti autografi, pianoforti, lettere e ricordi personali del compositore.
Bellini nacque qui il 3 novembre 1801 e ci visse fino a sedici anni, prima di partire per studiare a Napoli. La casa è monumento nazionale dal 1923, e il museo fu inaugurato nel 1930 alla presenza del re Vittorio Emanuele III.
L'appartamento è piccolo, appena cinque stanze, e il percorso segue la vita del musicista in ordine cronologico. Nella sala d'ingresso, i modelli scenografici ricostruiscono le scene delle dieci opere che Bellini compose, accanto a un'Apoteosi del compositore dipinta da Michele Rapisardi.
Il pezzo forte è la raccolta di manoscritti musicali autografi, con molti abbozzi, a cui si aggiunge la partitura de La sonnambula.
Poi ci sono gli strumenti: un fortepiano appartenuto a Bellini, il clavicembalo di suo cugino, un pianoforte a tavolino e la spinetta del nonno, Vincenzo Tobia.
Fra gli oggetti personali ci sono orologi, posate, calamai, fazzoletti e spille d'oro, una lettera autografa di Rossini e le miniature della cantante Maria Malibran. Due tappeti furono ricamati da Giuditta Turina, la donna amata dal compositore.
La parte più toccante è dedicata alla fine. Bellini morì nel 1835 a Puteaux, in Francia: il museo ne conserva i documenti originali e la maschera mortuaria, un calco in cera del suo volto.
Una sala racconta il viaggio di ritorno della salma da Parigi a Catania nel 1876, con fotografie e oggetti della cerimonia. Oggi il compositore riposa nella Cattedrale di Sant'Agata.
Nello stesso palazzo, dal 2023, il Museo Multimediale racconta Bellini in modo immersivo, in "una vita in quattro atti": la giovinezza a Catania, gli studi a Napoli, i successi a Milano, Venezia, Londra e Parigi, il ritorno in Sicilia del 1832.
Una curiosità per chi visita anche l'area archeologica: Palazzo Gravina Cruyllas, che ospita la casa, fu costruito in origine sulle rovine dell'Odeon e del Teatro antico di Catania.
Bellini nacque qui il 3 novembre 1801 e ci visse fino a sedici anni, prima di partire per studiare a Napoli. La casa è monumento nazionale dal 1923, e il museo fu inaugurato nel 1930 alla presenza del re Vittorio Emanuele III.
L'appartamento è piccolo, appena cinque stanze, e il percorso segue la vita del musicista in ordine cronologico. Nella sala d'ingresso, i modelli scenografici ricostruiscono le scene delle dieci opere che Bellini compose, accanto a un'Apoteosi del compositore dipinta da Michele Rapisardi.
Il pezzo forte è la raccolta di manoscritti musicali autografi, con molti abbozzi, a cui si aggiunge la partitura de La sonnambula.
Poi ci sono gli strumenti: un fortepiano appartenuto a Bellini, il clavicembalo di suo cugino, un pianoforte a tavolino e la spinetta del nonno, Vincenzo Tobia.
Fra gli oggetti personali ci sono orologi, posate, calamai, fazzoletti e spille d'oro, una lettera autografa di Rossini e le miniature della cantante Maria Malibran. Due tappeti furono ricamati da Giuditta Turina, la donna amata dal compositore.
La parte più toccante è dedicata alla fine. Bellini morì nel 1835 a Puteaux, in Francia: il museo ne conserva i documenti originali e la maschera mortuaria, un calco in cera del suo volto.
Una sala racconta il viaggio di ritorno della salma da Parigi a Catania nel 1876, con fotografie e oggetti della cerimonia. Oggi il compositore riposa nella Cattedrale di Sant'Agata.
Nello stesso palazzo, dal 2023, il Museo Multimediale racconta Bellini in modo immersivo, in "una vita in quattro atti": la giovinezza a Catania, gli studi a Napoli, i successi a Milano, Venezia, Londra e Parigi, il ritorno in Sicilia del 1832.
Una curiosità per chi visita anche l'area archeologica: Palazzo Gravina Cruyllas, che ospita la casa, fu costruito in origine sulle rovine dell'Odeon e del Teatro antico di Catania.