Museo Civico al Castello Ursino

Museo Civico al Castello Ursino

Piazza Federico di Svevia 1. (Apri Mappa)

Descrizione

Il Museo civico al Castello Ursino è il grande museo di Catania, sistemato dal 1934 dentro il castello che Federico II di Svevia fece costruire nel Duecento. Sotto le volte medievali si passa da statue romane e vasi greci a dipinti di Mattia Preti, Ribera e El Greco.

Al piano terra c'è soprattutto l'antichità. Il torso colossale di un imperatore giulio-claudio raffigurato come Giove, un Ercole con la pelle di leone, frammenti dal teatro romano e il mosaico delle terme con la scritta "Vtere Feliciter", un augurio di buon bagno, accolgono chi entra.

Nella sala di San Giorgio sono esposti circa duemila bronzetti antichi, accanto al rilievo di Demetra e Core, scolpito intorno al 420 a.C. e ritrovato a Catania nel 1930. Tra i vasi greci spicca un cratere a figure rosse con Perseo che mostra la testa di Medusa.

Al primo piano c'è la pinacoteca. La prima sala espone il Ritratto di gentiluomo di El Greco; nel salone dei Parlamenti si vedono il Cristo deriso di Matthias Stomer, illuminato da una sola candela, e il San Luca pittore di Mattia Preti, che dipinge seduto su un bue.

Nel salone c'è anche un quadro con una storia: l'unica copia esistente della Natività di Caravaggio, dipinta nel 1627 da Paolo Geraci. L'originale, rubato dalla mafia a Palermo nel 1969, non è mai stato ritrovato.

Le collezioni nascono da due raccolte private famose: quella del principe di Biscari, il nobile archeologo del Settecento, e quella dei monaci benedettini di San Nicolò l'Arena. Il castello fu scelto perché era l'unico edificio della città abbastanza grande da contenerle.

Vale la pena di guardare anche le pareti. Nel cortile, il portale del Quattrocento conserva firme, versi e disegni incisi dai detenuti, quando il castello era una prigione. Al piano terra, un'epigrafe proveniente dalla loggia del senato proclama la cacciata degli ebrei da Catania nel 1492.

Il castello stesso fu la reggia dei re aragonesi di Sicilia e ospitò il Parlamento siciliano: nel 1434, proprio qui, re Alfonso firmò l'atto che fondava l'Università di Catania.