Descrizione
Le Terme della Rotonda sono un complesso di terme romane a pochi passi dal Teatro antico di Catania. Sulle loro rovine, alla fine del VI secolo, nacque una chiesa con una grande cupola, Santa Maria della Rotonda, che conserva affreschi medievali e barocchi.
Il cuore del monumento è la sala circolare della chiesa, larga 11 metri e coperta da una cupola a tutto sesto, chiusa dentro un edificio quadrato. Intorno, grandi arcate si aprono su nicchie ed esedre usate come cappelle.
Nel presbiterio restano i preziosi affreschi medievali: un santo del XII secolo, probabilmente San Nicola, e San Leone Taumaturgo, vescovo di Catania, del Duecento, con il nome scritto in greco. Nei pennacchi della cupola, i santi Pietro, Paolo, Agata, Lucia e gli Evangelisti sono dipinti nel Settecento.
Intorno alla chiesa si vedono i resti delle terme, costruite tra il I e il II secolo e ingrandite nel III: una grande sala absidata, forse la sala fredda, e una sala calda con le suspensurae, i pilastrini che reggevano il pavimento riscaldato da sotto.
I due portali raccontano le epoche della chiesa: quello a ovest, gotico, di pietra lavica, è del Duecento; quello a sud, di pietra calcarea, del Cinquecento. A nord gli scavi hanno liberato il castellum aquae, la cisterna collegata all'acquedotto romano, e il cortile d'ingresso delle terme.
Per secoli i catanesi la chiamarono Pantheon. Molti eruditi credevano che fosse un tempio pagano dedicato a tutti gli dei e, addirittura, che la sua cupola fosse servita da modello per il celebre Pantheon di Roma. Fu il principe di Biscari, nel Settecento, il primo a riconoscervi delle terme.
Un'altra credenza voleva che fosse la più antica chiesa cristiana della città, consacrata alla Madonna già nel 44 dopo Cristo. In realtà la chiesa nacque alla fine del VI secolo, in epoca bizantina: è una delle pochissime tracce della Catania bizantina.
I bombardamenti del 1943 danneggiarono la Rotonda. I restauri che seguirono, per mettere in luce i muri romani, distrussero purtroppo buona parte degli affreschi; altri sono riapparsi negli scavi più recenti, sotto uno strato d'intonaco.
Il cuore del monumento è la sala circolare della chiesa, larga 11 metri e coperta da una cupola a tutto sesto, chiusa dentro un edificio quadrato. Intorno, grandi arcate si aprono su nicchie ed esedre usate come cappelle.
Nel presbiterio restano i preziosi affreschi medievali: un santo del XII secolo, probabilmente San Nicola, e San Leone Taumaturgo, vescovo di Catania, del Duecento, con il nome scritto in greco. Nei pennacchi della cupola, i santi Pietro, Paolo, Agata, Lucia e gli Evangelisti sono dipinti nel Settecento.
Intorno alla chiesa si vedono i resti delle terme, costruite tra il I e il II secolo e ingrandite nel III: una grande sala absidata, forse la sala fredda, e una sala calda con le suspensurae, i pilastrini che reggevano il pavimento riscaldato da sotto.
I due portali raccontano le epoche della chiesa: quello a ovest, gotico, di pietra lavica, è del Duecento; quello a sud, di pietra calcarea, del Cinquecento. A nord gli scavi hanno liberato il castellum aquae, la cisterna collegata all'acquedotto romano, e il cortile d'ingresso delle terme.
Per secoli i catanesi la chiamarono Pantheon. Molti eruditi credevano che fosse un tempio pagano dedicato a tutti gli dei e, addirittura, che la sua cupola fosse servita da modello per il celebre Pantheon di Roma. Fu il principe di Biscari, nel Settecento, il primo a riconoscervi delle terme.
Un'altra credenza voleva che fosse la più antica chiesa cristiana della città, consacrata alla Madonna già nel 44 dopo Cristo. In realtà la chiesa nacque alla fine del VI secolo, in epoca bizantina: è una delle pochissime tracce della Catania bizantina.
I bombardamenti del 1943 danneggiarono la Rotonda. I restauri che seguirono, per mettere in luce i muri romani, distrussero purtroppo buona parte degli affreschi; altri sono riapparsi negli scavi più recenti, sotto uno strato d'intonaco.