Descrizione
Il Palazzo degli Elefanti è il Municipio di Catania: chiude il lato nord di piazza Duomo, proprio davanti alla Fontana dell'Elefante, con una facciata barocca di bugnato, intonaci caldi e pietra bianca. Le sue sale ospitano ancora il sindaco e il Consiglio comunale.
Fu ricostruito dal 1696, dopo che il terremoto del 1693 aveva distrutto il Palazzo Senatorio. Ci lavorarono diversi architetti: il primo progetto è di Giovan Battista Longobardo, mentre tre delle quattro facciate sono di Giovanni Battista Vaccarini, l'architetto della Catania settecentesca.
La facciata su piazza Duomo ha un portale fra coppie di colonne di granito che reggono il grande balcone centrale. Sopra, le statue della Giustizia e della Fede affiancano lo stemma della città; ai piani alti, finestre e balconi incorniciati di pietra bianca di Siracusa.
Nell'androne sud sono parcheggiate due carrozze del Settecento. La più fastosa è una berlina che ancora oggi, il 3 febbraio, porta il sindaco in corteo alla chiesa di Sant'Agata alla Fornace, per l'offerta della cera alla patrona.
Il cortile interno è circondato da portici di cinque arcate su pilastri, e qui e negli androni sono esposti reperti di varie epoche e opere d'arte contemporanea. Nell'androne ovest spicca, imponente e solitaria, la Pietra del Malconsiglio, un grande monoblocco di pietra.
Al piano nobile, uno scalone d'onore disegnato da Stefano Ittar sale alle sale di rappresentanza. Qui sono custodite le grandi tele del pittore catanese Giuseppe Sciuti, fra cui la Restauratio Aerarii del 1894, nel Salone Bellini, e un Giulio Cesare sul pianerottolo dello scalone.
Prima di diventare municipio, l'edificio che stava qui era la loggia dove si riunivano i rappresentanti della città. Fra il Duecento e il Cinquecento ospitò più volte anche le sedute del Parlamento siciliano.
Il 14 dicembre 1944 un gruppo di manifestanti contro la leva militare, per lo più giovani vicini al movimento indipendentista siciliano, diede fuoco al palazzo. Andarono perduti gli archivi storici del Comune e i cimeli del Museo del Risorgimento ospitato nelle sue sale.
Le sale furono riarredate nello stile originale, e il palazzo riaprì il 14 dicembre 1952, otto anni esatti dopo l'incendio.
Da non perdere
• Facciata su piazza Duomo.
• Carrozze del Senato.
• Pietra del Malconsiglio.
• Tele di Giuseppe Sciuti.
Lo sapevi?
• Il Consiglio comunale di Catania si chiamava un tempo Senato: per questo il palazzo era detto Palazzo Senatorio.
• Anche l'obelisco che oggi sta sull'elefante della piazza fu eretto per un periodo nel cortile del palazzo, prima del terremoto del 1693.
Fu ricostruito dal 1696, dopo che il terremoto del 1693 aveva distrutto il Palazzo Senatorio. Ci lavorarono diversi architetti: il primo progetto è di Giovan Battista Longobardo, mentre tre delle quattro facciate sono di Giovanni Battista Vaccarini, l'architetto della Catania settecentesca.
La facciata su piazza Duomo ha un portale fra coppie di colonne di granito che reggono il grande balcone centrale. Sopra, le statue della Giustizia e della Fede affiancano lo stemma della città; ai piani alti, finestre e balconi incorniciati di pietra bianca di Siracusa.
Nell'androne sud sono parcheggiate due carrozze del Settecento. La più fastosa è una berlina che ancora oggi, il 3 febbraio, porta il sindaco in corteo alla chiesa di Sant'Agata alla Fornace, per l'offerta della cera alla patrona.
Il cortile interno è circondato da portici di cinque arcate su pilastri, e qui e negli androni sono esposti reperti di varie epoche e opere d'arte contemporanea. Nell'androne ovest spicca, imponente e solitaria, la Pietra del Malconsiglio, un grande monoblocco di pietra.
Al piano nobile, uno scalone d'onore disegnato da Stefano Ittar sale alle sale di rappresentanza. Qui sono custodite le grandi tele del pittore catanese Giuseppe Sciuti, fra cui la Restauratio Aerarii del 1894, nel Salone Bellini, e un Giulio Cesare sul pianerottolo dello scalone.
Prima di diventare municipio, l'edificio che stava qui era la loggia dove si riunivano i rappresentanti della città. Fra il Duecento e il Cinquecento ospitò più volte anche le sedute del Parlamento siciliano.
Il 14 dicembre 1944 un gruppo di manifestanti contro la leva militare, per lo più giovani vicini al movimento indipendentista siciliano, diede fuoco al palazzo. Andarono perduti gli archivi storici del Comune e i cimeli del Museo del Risorgimento ospitato nelle sue sale.
Le sale furono riarredate nello stile originale, e il palazzo riaprì il 14 dicembre 1952, otto anni esatti dopo l'incendio.
Da non perdere
• Facciata su piazza Duomo.
• Carrozze del Senato.
• Pietra del Malconsiglio.
• Tele di Giuseppe Sciuti.
Lo sapevi?
• Il Consiglio comunale di Catania si chiamava un tempo Senato: per questo il palazzo era detto Palazzo Senatorio.
• Anche l'obelisco che oggi sta sull'elefante della piazza fu eretto per un periodo nel cortile del palazzo, prima del terremoto del 1693.