Descrizione
Il Giardino Bellini, per i catanesi semplicemente «'a Villa», è il parco pubblico più amato di Catania: circa sette ettari di verde sulle due collinette gemelle accanto a via Etnea, tra scalinate, viali, fontane e ponticelli. È il posto dove si va a passeggiare, a sedersi, a portare i bambini.
Per orientarsi basta sapere che l'ingresso principale è su via Etnea: da lì uno scalone sale al grande piazzale con la vasca dei cigni, circondato dai quattro gruppi di statue monumentali delle Arti e delle Stagioni, collocati negli anni Trenta. Il resto è tutto da girare a piedi.
Il biglietto da visita è l'orologio di piante: la data è scritta in aiuola e cambiata ogni giorno dai giardinieri. Dagli anni Cinquanta le aiuole delle due collinette si riempiono di disegni e scritte fatte di fiori.
In cima alla collina sud c'è il Chiosco della Musica, in ferro battuto e in stile moresco, del 1879, costruito per i concerti. Sul lato ovest corre il Viale degli Uomini illustri, con i busti dei grandi personaggi italiani e catanesi su colonne, completato nel 1880.
Dal punto di vista della storia, la Villa nasce come giardino privato. Nel Settecento il principe Ignazio Paternò Castello di Biscari se l'era fatto disegnare con siepi a labirinto, statue e fontane, e lo chiamava il Labirinto. Dopo la sua morte, nel 1786, gli eredi lo lasciarono andare.
Il Comune lo comprò nel 1854, dopo trattative lunghissime. Trasformarlo in un passeggio pubblico fu un'impresa: mancavano i soldi, c'erano orti privati da comprare e gli esperti litigavano tra loro. I lavori partirono solo nel 1863, e l'ingegnere Filadelfo Fichera unì poi al Labirinto i nuovi terreni con scalinate, ponticelli e viali.
Il giardino è dedicato a Vincenzo Bellini, il cui busto è ai piedi della collina sud, e fu inaugurato il 6 gennaio 1883. Tra il 1935 e il 1952, d'estate, ospitò perfino stagioni d'opera, con voci come Tito Schipa e Mario Del Monaco.
Verso il 1960 arrivò anche un piccolo zoo, con scimmie, uccelli esotici e perfino elefanti, omaggio al simbolo della città. L'ultimo superstite, un elefante indiano donato dal circo Orfei, morì a metà degli anni Ottanta.
Da non perdere
• L'orologio di piante.
• Il Chiosco della Musica.
• Il Viale degli Uomini illustri.
Lo sapevi?
• Sulla collina nord c'era un padiglione cinese costruito nel 1869, con una biblioteca: un incendio lo distrusse nel 2001.
• All'inizio del Viale degli Uomini illustri c'è dal 1875 una statua in bronzo di Giuseppe Mazzini.
Per orientarsi basta sapere che l'ingresso principale è su via Etnea: da lì uno scalone sale al grande piazzale con la vasca dei cigni, circondato dai quattro gruppi di statue monumentali delle Arti e delle Stagioni, collocati negli anni Trenta. Il resto è tutto da girare a piedi.
Il biglietto da visita è l'orologio di piante: la data è scritta in aiuola e cambiata ogni giorno dai giardinieri. Dagli anni Cinquanta le aiuole delle due collinette si riempiono di disegni e scritte fatte di fiori.
In cima alla collina sud c'è il Chiosco della Musica, in ferro battuto e in stile moresco, del 1879, costruito per i concerti. Sul lato ovest corre il Viale degli Uomini illustri, con i busti dei grandi personaggi italiani e catanesi su colonne, completato nel 1880.
Dal punto di vista della storia, la Villa nasce come giardino privato. Nel Settecento il principe Ignazio Paternò Castello di Biscari se l'era fatto disegnare con siepi a labirinto, statue e fontane, e lo chiamava il Labirinto. Dopo la sua morte, nel 1786, gli eredi lo lasciarono andare.
Il Comune lo comprò nel 1854, dopo trattative lunghissime. Trasformarlo in un passeggio pubblico fu un'impresa: mancavano i soldi, c'erano orti privati da comprare e gli esperti litigavano tra loro. I lavori partirono solo nel 1863, e l'ingegnere Filadelfo Fichera unì poi al Labirinto i nuovi terreni con scalinate, ponticelli e viali.
Il giardino è dedicato a Vincenzo Bellini, il cui busto è ai piedi della collina sud, e fu inaugurato il 6 gennaio 1883. Tra il 1935 e il 1952, d'estate, ospitò perfino stagioni d'opera, con voci come Tito Schipa e Mario Del Monaco.
Verso il 1960 arrivò anche un piccolo zoo, con scimmie, uccelli esotici e perfino elefanti, omaggio al simbolo della città. L'ultimo superstite, un elefante indiano donato dal circo Orfei, morì a metà degli anni Ottanta.
Da non perdere
• L'orologio di piante.
• Il Chiosco della Musica.
• Il Viale degli Uomini illustri.
Lo sapevi?
• Sulla collina nord c'era un padiglione cinese costruito nel 1869, con una biblioteca: un incendio lo distrusse nel 2001.
• All'inizio del Viale degli Uomini illustri c'è dal 1875 una statua in bronzo di Giuseppe Mazzini.