Descrizione
La casa museo Giovanni Verga è l'appartamento di Catania in cui il padre del verismo passò l'infanzia e quasi tutti gli ultimi trent'anni della sua vita. Sta al secondo piano di un palazzo ottocentesco in via Sant'Anna, nel centro storico, e conserva ancora gli interni originali.
Il cuore della visita è lo studio dello scrittore, con la sua biblioteca completa: circa 2.600 volumi su sei librerie di noce. Accanto a Capuana, Deledda e Marinetti ci sono i russi e i francesi: Tolstoj, Dostoevskij, Turgenev, Flaubert, Maupassant, Zola.
Nelle vetrine sono esposte le copie dei manoscritti; gli originali sono custoditi nella biblioteca dell'Università di Catania. Gli arredi sono quelli appartenuti allo scrittore e alla sua famiglia.
Proprio la nascita in questa casa è un piccolo giallo. L'atto ufficiale registra Giovanni Verga nato nel 1840 in via Sant'Anna 8, e nel 1940 la casa fu dichiarata monumento nazionale come casa natale. Ma da tempo si sospetta che il bambino sia nato a Vizzini, il paese della famiglia paterna, e sia stato registrato a Catania.
Dopo i lunghi anni a Firenze e Milano, Verga tornò a Catania per sempre nel 1893 e morì in questa casa il 27 gennaio 1922, assistito dall'amico De Roberto. Quando nel 1903 morì il fratello Pietro, prese con sé i tre figli di lui e li adottò; il maggiore, Giovanni Verga Patriarca, ereditò la maggior parte del patrimonio dello zio.
Alla morte dell'ultimo erede, nel 1980 la Regione Siciliana comprò l'appartamento, lo restaurò e lo aprì come museo letterario.
Verga, in quegli anni catanesi, si dedicò anche alla fotografia, passione condivisa con gli amici Capuana e De Roberto. Le sue lastre, ritrovate in via Sant'Anna decenni dopo la sua morte, ritraggono la madre, i fratelli, gli zii e i contadini delle terre di famiglia a Tébidi, vicino a Vizzini.
Il cuore della visita è lo studio dello scrittore, con la sua biblioteca completa: circa 2.600 volumi su sei librerie di noce. Accanto a Capuana, Deledda e Marinetti ci sono i russi e i francesi: Tolstoj, Dostoevskij, Turgenev, Flaubert, Maupassant, Zola.
Nelle vetrine sono esposte le copie dei manoscritti; gli originali sono custoditi nella biblioteca dell'Università di Catania. Gli arredi sono quelli appartenuti allo scrittore e alla sua famiglia.
Proprio la nascita in questa casa è un piccolo giallo. L'atto ufficiale registra Giovanni Verga nato nel 1840 in via Sant'Anna 8, e nel 1940 la casa fu dichiarata monumento nazionale come casa natale. Ma da tempo si sospetta che il bambino sia nato a Vizzini, il paese della famiglia paterna, e sia stato registrato a Catania.
Dopo i lunghi anni a Firenze e Milano, Verga tornò a Catania per sempre nel 1893 e morì in questa casa il 27 gennaio 1922, assistito dall'amico De Roberto. Quando nel 1903 morì il fratello Pietro, prese con sé i tre figli di lui e li adottò; il maggiore, Giovanni Verga Patriarca, ereditò la maggior parte del patrimonio dello zio.
Alla morte dell'ultimo erede, nel 1980 la Regione Siciliana comprò l'appartamento, lo restaurò e lo aprì come museo letterario.
Verga, in quegli anni catanesi, si dedicò anche alla fotografia, passione condivisa con gli amici Capuana e De Roberto. Le sue lastre, ritrovate in via Sant'Anna decenni dopo la sua morte, ritraggono la madre, i fratelli, gli zii e i contadini delle terre di famiglia a Tébidi, vicino a Vizzini.